Influencer marketing - Una storia di successo

Il 2018 è stato l’anno degli influencer. Lo sarà anche il 2019”. Iniziava così il nostro post dedicato a 8 social media trend per il 2019. Qui in Aglaia, agenzia di comunicazione con sede a Lecco, ci piace predicare bene e razzolare meglio.

 

Infatti, per un progetto business-to-consumer (o B2C se non hai tempo da perdere) che tocca un target variegato, molteplice e veramente dinamico, abbiamo deciso di investire una parte del budget coinvologendo un influencer su YouTube. Stiamo parlando di influencer marketing. Questo che segue è il nostro breve racconto in step di quello che è successo.

 

Risultati

 

“[…] il 67,22% si dichiara soddisfatto dei risultati e il 67,5% ha in programma di aumentare il budget dedicato all'influencer marketing in futuro. ”  - (semrush.it)

 

Partiamo dalla fine, giusto per farvi incuriosire: i risultati sono stati ottimali.
Vi snoccioliamo qualche numero generico, se volete saperne di più o se anche voi siete interessati ad una campagna influencer marketing, contattateci!

Instagram (24 ore):
• Impression totali: 787.572
• Visite al profilo Vent dai tag: 13.180
• Visite al sito tramite swipe up: 1.734
• > di 23.000 like

 

Video Youtube:
• teaser video aziendale: 47.020 visualizzazioni (in 5 giorni) | like: 4.182
• video test drive: 103.784 (in 3 giorni) | like: 7.279

 

Non male vero? Vi raccontiamo come abbiamo fatto:

 

Ricerca profili
La prima parte di ricerca è stata forse quella più impegnativa. Il mare di YouTuber è immenso e composto da un’infinità di particelle apparentemente tutte uguali. Per non naufragar dolcemente in questo mar, bisogna procedere con remate decise e sicure. Filtrare per: quantità di contenuti, reputation e engagement sui social. Un profilo può avere anche mille mila miliardi di visualizzazioni ma se poi nessuno di queste visualizzazioni converte in un reale interesse che interagisce sul prodotto/brand la scelta di questo influencer diventa un mero esercizio di marketing. Un altro fattore chiave utile per filtrare ulteriormente la lista dei profili papabili è stato quello della qualità dei contenuti. I video, le immagini e i testi devono essere belli, coinvolgenti e accattivanti. Gli YouTuber lo sanno bene, infatti, la maggior parte di loro, quelli diciamo di un “certo livello” oltre che ad essere dei bravi comunicatori sono dei geek delle riprese (GoPro, droni…); per non parlare delle tecniche di montaggio… Tenendo conto di tutte queste indicazioni, abbiamo selezionato i tre profili più idonei al nostro progetto.

 

Definizione contenuti
Una volta identificati questi profili, li abbiamo contattati, definendo tempistiche e budget. Qui entrano in gioco dinamiche di incastri di agende varie (quelle dell’agenzia, quelle del cliente, quelle dello YouTuber) e la scrematura si fa ancora più profonda, concentrandosi sul profilo disponibile nell’immediato.


Ora è importante chiarire un concetto. Questo “YouTuber” (e in generale tutti quelli selezionati) è un vero professionista che, giustamente viene pagato per il suo servizio. La sua creatività e il suo tono sono molto importanti; fanno parte del personaggio. È altrettanto vero che, trattandosi appunto di un professionista, è giusto trovare il corretto mix tra i bisogni “aziendali/corporate” e l’estro dello YouTuber coinvolto. Quindi, così come per un vero e proprio video corporate, abbiamo definito copione e storyboard (sempre visionati e confermati dal cliente). È importante capire e fare leva sui valori che l’azienda vuole comunicare per ottenere il massimo dall’influencer marketing.

 

Visita in azienda / riprese
Questa è la parte divertente. Soprattutto se stiamo parlando di moto. Copione e storyboard alla mano abbiamo accompagnato il nostro YouTuber a visitare l’azienda, la produzione e infine a farsi un bel giro in sella. Tutto rigorosamente filmato e fotografato, anche con dirette Instagram. Una mezza giornata in giro per sentieri e mulattiere è stata più che sufficiente per raccogliere molto materiale e tornare sedicenni per un giorno…

 

Preparazione materiale
Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: questi influencer sono dei professionisti. Amano il prodotto che raccontano, sono appassionati e coinvolgenti. La forza dell’influencer marketing risiede proprio in questa genuina passione per l’oggetto, il brand o il mercato in questione (nel nostro caso le due ruote e i motori in generale). Sono lavoratori instancabili e veloci. Tempo due giorni e il “nostro uomo” ci ha inviato ben due video (ne avevamo accordato solo uno ma ha detto che si è divertito troppo…) per nostra visione e conferma. In più ha inviato il materiale per le sue stories/swipeup di instagram (cos’è quella faccia lì? Non sai cosa sono!? Beh, il tuo brand sta perdendo un’opportunuità interessantissima…). Fatte piccole (praticamente nulle) correzioni, i contenuti sono stati programmati (eh sì eh, mica tutto insieme) a cadenze ben precise. Ecco un ennesimo vantaggio dell’influencer marketing: l’influencer conosce benissimo la sua fanbase (che guarda caso è il target del brand), sa cosa gli piace, sa come gli piace e sa quando gli piace. Più facile di così!?

 

Quindi? Il nostro parere su questa esperienza? Funziona, funziona e funziona.

 

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